mercoledì 1 ottobre 2014

Piccole mamme crescono

La stagione 2014-15 dei MAM riparte a pieno regime con un fitto calendario di incontri. La formula dei gruppi di auto mutuo aiuto continua a riscuotere successo e ci vede impegnate a fianco di due Consorzi dei servizi sociali. La collaborazione con i Consultori dell'ASL si va consolidando e la fiducia dei Comuni è ribadita dal rinnovo dell'ospitalità nelle ludoteche di Omegna e Cannobio.
Ad ogni incontro è confermata la presenza di una consulente allattamento che potrà risolvere le più comuni difficoltà dei primi mesi:
Partecipa agli  incontri, troverai delle amiche che potranno condividere con te la fatica e la gioia di essere genitore.


venerdì 8 agosto 2014

Quando la nascita inizia con un addio

La nascita di un figlio desiderato corrisponde, nei pensieri dei genitori, ad un momento in cui tutto ciò che è stato immaginato, desiderato atteso, si concretizza. è difficile immaginare che il periodo dell'attesa possa concludersi con la perdita del proprio figlio mentre questa è un'esperienza che colpisce tantissime famiglie in qualsiasi momento della gravidanza o dopo il parto. Le persone che vivono queste esperienza hanno pochissime possibilità di parlare del loro dolore che non viene riconosciuto socialmente ma che è, nonostante questa negazione, forte come qualsiasi altro lutto nel quale si hanno a disposizione ricordi di vita, fotografie, oggetti che aiutino ad accettare questa nuova condizione.

I gruppi tra genitori offerti da Nascere Insieme possono accompagnare i genitori in questo percorso offrendo uno spazio nel quale abbiano modo di incontrare, parlare e confrontarsi con altre persone che stanno vivendo le stesse emozioni, favorendo in questo modo una migliore elaborazione del processo di lutto.

Gli incontri avranno inizio il 29 agosto e proseguiranno, successivamente, a cadenza mensile, il secondo venerdì di ogni mese, alle ore 17.00 nella sede del Centro Diurno di Verbania-Pallanza "Centro Anch'io" del Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano. Il gruppo vedrà la presenza costante di una psicoterapeuta (Laura), e una mamma speciale (Cinzia). Grazie alla collaborazione con il CSSV l'associazione può garantire la gratuità degli incontri.

Per informazioni: Laura 338 903 66 68





lunedì 27 gennaio 2014

Le novità 2014


La nuova stagione si arricchisce della collaborazione con la ludoteca Rodari di Omegna dove parte un nuovo gruppo MAM. In corso di attivazione con una nuova formula gratuita, gli incontri di  Yoga "Coccole in pancia" frutto di un'esperienza ventennale di accompagnamento alla relazione prenatale. A dicembre festa dei bambini e in estate pomeriggi in spiaggia per grandi e bambini. Stampa e diffondi il nostro volantino o contatta le nostre referenti per maggiori informazioni.


giovedì 4 ottobre 2012

IRIS compie 10 anni




Ogni tanto mi chiedo come facciano gli altri. Possibile che per tutti sia così? Le mie giornate sono una corsa continua a rincorrere i doveri e, raramente, i piaceri. Anche oggi corro ma mi consola sapere che lo sto facendo per trascorrere un fine settimana più interessante degli altri. Butto troppi abiti in valigia perché ancora non ho deciso come vestirmi. Mi sarà più chiaro tra qualche ora. Cucino qualcosa al volo e mangio assieme a mia figlia prima di accompagnarla dal suo papà, la grande li raggiungerà al rientro da scuola. La guardo e mi accorgo che sta sbocciando, anche se, nell’animo, è ancora una grande bambina. Fa tenerezza. Sarà ossitocina?
Il treno questa volta è pulito, è uno di quelli nuovi ma è solo un caso, mi è andata bene. Mi siedo all’ultimo posto, mi sistemo in modo da non dover parlare con nessuno, ho bisogno di starmene in silenzio. Faccio il punto della situazione, ho preso tutto? Rispondo a qualche sms ma il cellulare è quasi scarico e le prese del treno non funzionano…si, ora si che lo riconosco, è proprio un treno interregionale…meglio risparmiare energia per dopo, ne avrò bisogno. Dormiamoci sopra.
Arrivo in stazione con qualche minuto di ritardo e non è semplice capire come raggiungere la collega che mi ospiterà. È bella questa parte del viaggio, quella che ti permette di condividere con qualcun altro la tua fatica, un piacere che i navigatori satellitari ci stanno troppo spesso togliendo. Salgo finalmente sulla metro e avviso con un sms Francesca che sto per arrivare.
Mi sta aspettando seduta sui gradini di un palazzo ed è bellissima nella freschezza dei suoi 20 anni. Passiamo da casa a lasciare la valigia e ripartiamo subito dopo. Arriviamo a Villa Pallavicini con qualche minuto di ritardo. Il locale vicino al naviglio non è troppo grande e si vede, nell’allestimento, il tocco di Domò. Sono contenta di essere qui perché mi sento normale tra questa gente, non devo combattere con quel continuo senso di inadeguatezza che così spesso mi sento addosso quando vado al lavoro. “Devi cercare di non farti sopraffare” mi scrive un’amica, “più che mai in questo momento abbiamo bisogno di persone in grado di significare resistenza e libertà, in grado di segnare una via differente, di farsi notare, non annientare... con pazienza...”. Quante volte ho già riletto queste parole? Resistere…ma la resistenza mi sembra impossibile. Forse la resilienza, questa sì mi sembra più praticabile. Immaginarsi come un salice in mezzo alla piena del fiume restituisce una possibilità più concreta di farcela, le piene non durano in eterno e i salici hanno la giusta struttura per stare li, inamovibili, per tutto il tempo necessario.
Un futuro in 3D, ci suggerisce Grazia Colombo. Questa nuova dimensione che è prima di tutto una nuova dimensione dell’apprendimento, un bisogno di superare i limiti della disciplina ostetrica nella consapevolezza che l’assistenza alle persone non può prescindere dalla cultura. Ecco perché apprezzo il lavoro di IRIS. Si continua con Giuliana Musso e Nicoletta Oscuro che mettono in scena un assaggio di “Medea”, lo spettacolo che stanno cercando di produrre. Poi i racconti che Sonia Richardson ha condiviso su questo nostro gruppo…e ancora mi stupisco di quanto bisogno abbiamo di raccontare, raccontare e raccontare ancora la nascita. Dovremmo esserne nauseati mentre non possiamo farne a meno. Infine la drammatizzazione delle riflessioni dei partecipanti sulle parole “Congiungere, cambiare, futuro”…quanta ricchezza, servita così, semplicemente, tra un salatino, un dolce e un brindisi, in compagnia di persone che mi hanno inconsapevolmente cambiato la vita…Pietro, Serena, Vittorio, Giovanna, Anita…

Un caffè con il coinquilino di Francesca, qualche ora di sonno e poi si riparte per il secondo tempo. Arriviamo con il doveroso ritardo della domenica mattina, Claudia Piccardo sta già esponendo le slides. Penso: “Non ho mica capito bene di cosa parleremo…” ma mi fido. Sto nel fluire del tempo e scopro in fretta un’altra sorpresa: la “Terza formazione”, il vero regalo di questo fine settimana. Era un’intuizione, anzi no, un bisogno al quale non sapevo dare voce. Dovevo arrivare fin qui, incontrare Claudia e, attraverso lei conoscere il pensiero di Giampiero Quaglino e degli altri innumerevoli autori ed artisti che hanno dato il loro contributo nel definire l’importanza della riflessione su di sé attraverso l’arte come momento di crescita professionale. È come arrivare alla vetta dopo una lunga scalata, mi posso sedere un attimo per assaporare questo senso di chiarezza, di perfezione, di ordine. Ogni pensiero, ogni sensazione ha una sua collocazione ora…e mi chiedo come sia stato possibile non averlo compreso prima.
È il momento dei saluti, ci lasciamo con l’impegno a sostenere il lavoro di Giuliana Musso che, con la sua “Medea”, diventa la nostra formatrice preferita! Rientro a casa. Un altro treno e dell’altro tempo per il pensiero. Penso alle madri dell’Associazione “Nascere Insieme” e penso che, inconsapevolmente, stavamo già andando nella direzione segnata: il nostro progetto “Nati per amore” non è altro che terza formazione dedicata ai piccoli! Avevamo pensato ad un cineforum e stavamo maturando l’idea di “serate filosofiche” che ci permettessero di fermarci a riflettere sulle domande che stanno dentro alla nascita. Sarà complicato ed entusiasmante…e mi ritrovo a pensare che senza queste madri sarei professionalmente morta. Sono la mia ispirazione, il mio nutrimento, la mia vita professionale.
lauracast

venerdì 14 settembre 2012

Il film: LIBERTA' PER IL PARTO Verbania 20 settembre 2012


Freedom for Birth

La proiezione,
contemporanea in prima mondiale,
può dare inizio alla 'Rivoluzione delle madri'

La proiezione del film Freedom For Birth,
con sottotitoli in italiano, è organizzata
dall’Associazione “Nascere Insieme”
e avrà luogo a

Verbania Pallanza
via alle Fabbriche
Sala conferenze del Centro dei Servizi per il Volontariato la Solidarietà e la Sussidiarietà (CSVSS)
ore 20,30
Interverranno le madri dell’Associazione “Nascere Insieme”

Un nuovo documentario, che ridefinisce la nascita come l'argomento più pressante fra I Diritti Umani oggi, viene proiettato in più di 1000 posti nello stesso giorno, giovedì 20 settembre 2012.
Libertà per il parto è un documentario militante di 60 minuti, realizzato con la partecipazione dei più noti e riconosciuti esperti della nascita e di esperti legali sui Diritti Umani, uniti per chiedere un cambiamento radicale dei sistemi di assistenza alla maternità in tutto il mondo.
Ulteriori informazioni sul film Freedom For Birth si possono trovare sul sito web http://freedomforbirth.com .
Il film sarà proiettato in contemporanea giovedì 20 settembre in più di 1000 posti nel mondo. I paesi che sappiamo aver confermato l'avvenimento sono
Regno Unito, Germania, Francia, Danimarca, Spagna, Grecia, Italia, Olanda, Austria, Polonia, Croazia, Slovenia, Slovacchia, Belgio, Ungheria, Israele, Svezia, Finlandia Russia, Islanda, Stati Uniti, Canada, Messico, Colombia, Brasile, Australia, Malesia e Nuova Zelanda.

Perchè questo film?
Hermine Hayes-Klein, giurista, organizzatrice della recente conferenza sui Diritti Umani nella nascita, tenuta a Le Hague in Olanda, ha detto: <il modo in cui il parto è trattato in molti paesi nel mondo è molto problematico. Milioni di donne gravide vengono spinte negli ospedali, costrette a stare sdraiate e tagliate durante il parto. Sono sottoposte ad interventi farmacologici e chirurgici, che alcuni operatori ammettono di imporre loro per ragioni economiche o per convenienze varie. Le donne in tutto il mondo si stanno risvegliando e chiedono che la nascita non sia così; affermano che non deve essere così. La mancanza di rispetto e gli abusi non sono il prezzo necessario per la sicurezza>.
Il film, prodotto dalla copia inglese Toni Harman e Alex Wakeford Libertà per il parto racconta la storia dell'ostetrica ungherese Agnes Gereb che è stata imprigionata perchè assisteva il parto delle donne nella loro casa. Una delle madri assistite dalla signora Gereb ha deciso di sollevare il caso, mentre aspettava il suo secondo figlio, volendo farlo nascere a casa, dopo un precedente parto a domicilio.
Anna Ternovsky ha portato il suo paese in giudizio alla Corte Europea dei Diritti Umani e ha conquistato un verdetto che è una pietra miliare ed ha grandi implicazioni per la nascita in tutto il mondo.
Toni Harman, uno dei registi, dice < il giudizio scaturito dal caso Ternovsky-Ungheria alla Corte Europea dei diritti umani nel 2010 significa che ora in Europa, ogni donna ha il diritto legale di decidere dove e come partorire, ed anche nel resto del mondo significa che ogni donna può usare il potere della legge per affermare quel diritto. Con l'uscita di <Libertà per il parto> noi speriamo che milioni di donne divengano consapevoli dei suoi diritti legali; perciò il nostro film ha la possibilità di avviare una rivoluzione nell'assistenza alla nascitanel mondo e noi chiamiamo questa la 'Rivoluzione delle Madri'
Cathy Warwick, Direttrice esecutiva del Royal College delle ostetriche britanniche, dice <Il parto sicuro dovrebbe essere un diritto fondamentale per le donne. Sfortunatamente per molti, molti milioni di donne e per i loro piccoli nel mondo non è così. Il mondo è disperatamente a corto di coloro che possono assicurare l'applicazione di questo diritto: le ostetriche. C'è bisogno che i Leaders delle nazioni investano nella assistenza ostetrica>.
Freedom For Birth è il terzo documentario della copia di produttori Harman e Waterford sulla nascita. Hanno avuto l'ispirazione a fare questi film dalla loro esperienza, riguardante il parto difficile della propria figlia 4 anni fa. Una cascata di interventi durante il travaglio ha portato ad un taglio cesareo di emergenza.

sabato 1 settembre 2012

Io c'ero. La nascita di Bianca Laura


Un anno fa di questi tempi non era neanche un’idea.

Quando l’abbiamo chiamata ha risposto subito e dal primo istante ho sperato e lottato affinché questa volta le cose andassero diversamente. Il cesareo per la nascita di Davide mi ha toccato nel profondo: non me lo aspettavo, non lo volevo. E’ una macchia di cui mi vergogno. Avevo bisogno di medicare la mia ferita e la nascita di Bianca me ne ha dato l’opportunità.


Ho cominciato ad informarmi sulle possibilità di un parto vaginale dopo cesareo pochissimo tempo dopo la nascita di Davide: questa possibilità mi ha dato il coraggio per pensare ad una nuova gravidanza.


Questa seconda volta è stato tutto più consapevole, mi sono goduta la gravidanza, sono stata felice e in forma, ho lavorato tanto. Ho iniziato subito il percorso di programmazione della nuova nascita che mi ha portato a trovare le meravigliose donne che mi hanno aiutato e sostenuto nel realizzare il mio sogno: le ostetriche e le amiche di Nascere Insieme. Ho trascorso i primi mesi a cercare un modo per partorire naturalmente, ho visitato qualche struttura, parlato con un po’ di ostetriche, ma non ho trovato la mia strada: sul territorio non ci sono valide organizzazioni di supporto, poche le ostetriche libere professioniste e nessuna disponibile per un VBAC, tantomeno fuori dall’ospedale. Ma in ospedale non ci volevo più andare. Così il destino e un’ottima consigliera mi hanno portato nel cuore del Piemonte a trovare quel che cercavo e da lì è iniziata l’avventura che ho tenuta nascosta ad amici, genitori e parenti, praticamente tutti.


Durante la gravidanza ci siamo incontrati più volte, qualche volta da loro, qualche volta da noi, ci siamo conosciuti; già dopo il primo incontro anche Stefano era completamente convinto.


Il 14 giugno 2012 Bianca è nata nella nostra casa ad Arizzano, il cuore della nostra famiglia, accompagnata dai nostri angeli custodi che hanno saputo vegliare su di noi con discrezione e tanta, infinita, pazienza. Le ostetriche sono state vigili e presenti durante tutto il primo estenuante giorno di contrazioni, niente visite inutili, niente monitoraggio continuo, solo tanta umanità e poche sagge parole: “la tua bambina sa quello che deve fare e anche tu, vedrai. Ora puoi solo fidarti. Questa è ancora preparazione, il momento arriverà, abbi pazienza”. E così è stato: al termine del secondo giorno, dopo essere riuscita a riposare un po’ tra contrazioni sempre più rade, dopo una cena ristoratrice riscaldata dalla presenza di un’ amica preziosa, quando ormai pensavo che un altro cesareo fosse vicino, appena mi sono messa a letto le contrazioni si sono fatte più pressanti, mi sono alzata in piedi, ho perso le acque e di lì a poco il premito. Stefano ha telefonato alle ostetriche che si sono messe in viaggio. Io e lui abbiamo preparato di nuovo la stanza. Poi ho iniziato a perdere sangue: la famosa rottura d ’ utero che tutti paventano, abbiamo pensato; le ostetriche ci hanno rassicurato e ci siamo fidati, ancora una volta: la vasca era pronta, mi sono immersa e presto ho cominciato a spingere. Nel frattempo le ostetriche sono arrivate e dopo poche ore, nel cuore della notte, è arrivata Bianca. E’ nata nella nostra camera da letto, la stessa dove è stata concepita, nel buio di una notte quasi estiva, sostenuti da professioniste attente e discrete.


La prima immagine che mi torna alla mente sono i capelli della mia piccola che fluttuano nell’acqua, nell’ istante in cui apre gli occhi per la prima volta, ancora sott’ acqua, ancora prima di respirare, ancora in quegli istanti di limbo prima della vita extrauterina. Non sono felice, non sono stanca, sono tutta meraviglia e nei minuti, forse solo secondi, che seguono sono solo un’ osservatrice, non sono in grado di pensare nulla: guardo e ascolto ogni cosa cercando di fissare nella memoria il più possibile. Sono ancora nella piscinetta, ho la piccola in braccio, il cordone ancora attaccato e la sensazione di freddo mi fa uscire dalla trance. Mi sostengono per uscire dall’ acqua e sdraiarmi sul letto, sempre con la piccola in braccio che intanto ha iniziato a conoscere il mondo attraverso il mio seno, ma sto bene, sarei riuscita ad uscire anche senza aiuto forse. Seguono un po’ di riposo, mentre le ostetriche, api operose, svuotano e rimuovono la piscina; il secondamento di una placenta integra e perfetta che esce da sola appena mi metto in ginocchio; i punti; un’ allegra spaghettata ormai mattutina e poi tutti fuori per lasciare me e Stefano a meravigliarci del frutto del nostro amore.


E ’ stato tutto molto intenso, ma non concitato, ho visto tutto, ho sentito tutto e Stefano ha potuto partorire con me. Nessuno mi ha forzato a fare nulla, nessuno mi ha detto come spingere, né quando, in che posizione stare, la natura ha fatto il suo corso, non mi sono mai sentita in imbarazzo, ho mangiato, ho bevuto, non ho mai visto nemmeno un medicinale, nessuno mi ha inserito un catetere venoso “preventivo” , nessuno mi ha visitata ogni ora per valutare la progressione del travaglio: loro sapevano senza bisogno di vedere e io sono andata nella direzione in cui era naturale che andassi.


Poche ore di riposo e ci siamo rimessi in moto, nel frattempo le ostetriche avevano sistemato tutto e addirittura fatto partire una lavatrice. Mi sono alzata e sistemata e abbiamo chiamato familiari e qualche amico. Nel pomeriggio sono arrivati i nostri genitori con Davide che ha accolto la sorellina con entusiasmo e affetto.


Nei giorni successivi è stata tutta una festa: parenti e amici sono venuti a farci visita, con discrezione, e mentre al piano inferiore Stefano intratteneva tutti, si occupava che ci fosse cibo a sufficienza e si prendeva cura di Davide, al piano superiore io e le ostetriche ci prendevamo cura della piccola Bianca e di me stessa. La pratica del Lotus per le prime 48 ore ha facilitato che la piccola avesse un contatto esclusivo con me: nessuno ha osato prenderla in braccio con la placenta ancora attaccata!


Le ostetriche hanno continuato a seguirci quotidianamente sia telefonicamente che di persona per tutta la prima settimana e poi, assicuratesi che tutto andava per il meglio sia per me che per la bimba e che l’allattamento fosse avviato, a malincuore ci siamo salutate…chissà forse ci sarà un’altra occasione…


Ora tutti si complimentano con me per il coraggio, ma non mi sento particolarmente coraggiosa: ho solo ascoltato la mia voce interiore che mi diceva che sarei stata in grado di partorire e non mi sono fatta confondere da coloro che criticavano l’idea di un parto in casa. E ’ stato difficile, ho dovuto tenere nascosto tutto anche alla mia famiglia: non avrebbe capito. Questa per me è stata la parte più difficile, non il travaglio, non il parto, combattere la disinformazione e i pregiudizi di chi si è sentito in dovere di darmi consigli non richiesti, di chi mi ha terrorizzato con la famigerata rottura d ’ utero, un’evenienza comunque rara, il cui rischio è inferiore a quelli connessi con un taglio cesareo. Le mie ostetriche, loro sì che sono coraggiose ad offrire a donne come me una strada alternativa e le ringrazio con tutto il cuore.


Ringrazio Bianca per avermi dato il coraggio di andare avanti e per avermi insegnato che la natura fa il suo corso, ringrazio Stefano per l’appoggio incondizionato, ringrazio Francesca per la fiducia, ringrazio le amiche di Nascere Insieme per gli sforzi che stanno facendo per diffondere la cultura della consapevolezza e ringrazio la mia preziosa consigliera, di cui Bianca porta il nome, senza l’aiuto della quale sarebbe stato sicuramente tutto più difficile.

domenica 22 luglio 2012

Mammaiutamamma comincia da Baveno


“Può capitare, di avere un figlio e di non avere mai avuto a che fare con un neonato. É normale quindi che manchino le conoscenze; anche per questo abbiamo promosso questo incontro e gli altri che verranno, per aiutare le neo mamme ad aiutarsi”, commenta così, tra le altre cose, Laura Castellarin, ostetrica del Castelli di Verbania e membro attivissimo dell'associazione “Nascere Insieme Vco”, il sodalizio che ha proposto questo ciclo di incontri, denominati MammAiutaMamma, di “automutuo aiuto. Il primo si è tenuto sabato 14 all'asilo nido Buscaglia di Baveno, e altri seguiranno nei prossimi mesi a Verbania, Cannobbio e Domodossola (per maggiori informazioni, nascereinsiemevco.blogspot.it). Parte di una certificazione Unicef abbracciata dall'Asl 14, gli incontri si configurano come una vera e propria “chiacchierata” tra mamme, in un'ottica di aiuto tra pari volta a fare rete, che possa essere fonte di conoscenza, e di aiuto nel momento del bisogno, su temi importanti come allattamento, vaccinazioni, il sonno nei primi mesi di vita del neonato. Come fa capire chiaramente Anna, che ha due bambini già grandicelli ormai, e che è qui appunto per fare rete, e per mettere in comune la propria esperienza:”Durante la prima gravidanza mi sono informata, ho scoperto che la stessa oms consigliava fortemente di allattare il più possibile (studi scientifici testimoniano dei vantaggi dati da un allattamento naturale prolungato, ndr), e ho allattato entrambi fino ai 22 mesi. Ho fatto una scelta, consapevole, e l'ho portata fino in fondo”. Una rete serve anche per trovare una voce amica nel momento del bisogno, quando magari le notte insonni si accumulano una dopo l'altra:”i neonati piangono, magari anche per giorni, è normale – continua Castellarin – quando proprio non ce la fate più, e vi sentite disperate, poter contare su una telefonata a qualcuna che quest'esperienza l'ha già vissuta è importante. Sono anche questi i momenti in cui, all'improvviso, si capisce di essere più non solo donne ma madri”.

Articolo a firma T.N. apparso su "Eco risveglio - edizione Verbano", martedì 17 luglio 2012, pag. 22