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venerdì 24 giugno 2016

Maternità e nascita nel VCO, cosa chiedono i genitori


Nei giorni scorsi è stata lanciata on line una petizione dal titolo “Maternità e nascita nel Vco, cosa chiedono i genitori”.
La petizione è indirizzata al Direttore Generale dell’ASL VCO e alla Sindaca di Verbania e muove richieste specifiche in merito al miglioramento dell’assistenza alla maternità sul territorio del Verbano Cusio Ossola. In un’ottica di ascolto, rispetto ed empowerment, anzitutto per madri e bambini, la petizione chiede di operare precise scelte rispetto a tutti gli avvenimenti di cui si può fare esperienza nell’arco di tempo che va dall’epoca preconcezionale sino al compimento dei primi mille giorni di vita di un bambino.
Il testo della petizione nasce dai sogni e dal lavoro congiunto di un gruppo di genitori che hanno a lungo riflettuto sui temi in questione e che hanno fatto esperienza diretta ciascuno almeno di una delle numerose tematiche affrontate. Fra di loro vi sono madri e padri che sono vicini all’Associazione Nascere Insieme.
Ritenendosi in linea con la scelta operata da questi genitori e con i contenuti della petizione, altri genitori di Nascere Insieme hanno scelto di aderire individualmente alla raccolta di firme virtuale e di promuoverla a loro volta attraverso i propri canali.
Come Associazione Nascere Insieme, operando sul territorio, abbiamo incontrato un numero sempre crescente di genitori. Essi, se pure con idee anche molto diverse tra loro, hanno sempre presentato un tratto comune proprio nell’esigenza di attenzione e rispetto dei desideri e dei bisogni della donna e del bambino durante l’esperienza della maternità.
Proprio a partire da questa constatazione scegliamo ora di sottoscrivere la petizione anche come associazione: ci sembra infatti un modo importante e utile di dare eco alla voce di tutti coloro che in modi differenti hanno portato il loro punto di vista all’interno delle nostre proposte.
Invitiamo tutti voi, che a vario titolo seguite le nostre attività, a fare lo stesso. Potete leggere, firmare e condividere la petizione cliccando su questo link


Il cambiamento è possibile. Un passo per volta, una nascita per volta.

mercoledì 6 aprile 2016

Ecco tutti gli appuntamenti del mese di aprile...
...e per maggio in arrivo altre sorprese...
...teniamoci in contatto!

domenica 17 gennaio 2016

Il rischio e i suoi antidoti



Ho dedicato alcuni mesi a questo libro perchè ho voluto affrontarne la lettura una pagina dopo l'altra, rileggendo con la stessa attenzione ciò che conoscevo e ciò che non sapevo; è stato estremamente piacevole ritrovare nuove nozioni e qualche conferma scientifica alle sensazioni che ogni ostetrica ha. Non è facile per chi ama l'ostetricia (o meglio la midwifery), approcciarsi alla lettura di uno qualsiasi dei grandi classici sui quali ruota la formazione delle giovani ostetriche. Ogni collega ricorda la fatica di comprendere la meccanica del parto, iniziando da quel termine così lontano dalla realtà e complessità del “venire al mondo”. Mantenere l'attenzione su elementi tanto fisici, ha contribuito a spogliare la nascita dei suoi aspetti psico-sociali riducendola all'evento parto come condizione puramente biologica e riproduttiva, aumentando il tasso di adrenalina degli operatori. La paura dell'evento avverso ha offuscato il migliore antidoto che abbiamo a disposizione: la promozione della salute.

La lettura del libro “Fisiologiadellanascita – Dai prodromi al post partum” ha il grande pregio di recuperare ed unire sotto uno sguardo complessivo, tutti gli aspetti di salute che entrano in gioco durante la nascita. Esso riporta in fretta a quei moti che tante volte abbiamo vissuto vicino alle donne, recupera descrizioni dei cambiamenti del corpo che sembrano riemergere dall'epoca pre-industriale, restituisce il giusto peso alla qualità delle relazioni, ci proietta in avanti nell'universo ancora da esplorare della PNEI, riaccende e legittima la passione che ci ha condotte a scegliere di stare, sempre e comunque, là dove i bambini nascono, nella convinzione che ogni donna meriti di ricevere quanto di meglio l'ostetricia metta a disposizione della nascita.

Notevole la descrizione delle dinamiche d'equipe, di come i rapporti di potere possano costituire un elemento in grado di modificare l'assistenza, della solitudine necessaria, addirittura doverosa di chi non può fingere di non conoscere le implicazioni del proprio agire. Pagina dopo pagina emerge con forza il tema della responsabilità dei professionisti nei confronti della fisiologia, della resilienza come qualità irrinunciabile, della pazienza empatica, della lentezza, della fiducia e della capacità di stare. La fisiologia da evento possibile solo a posteriori, diventa materia plastica nelle nostre mani di ostetriche che hanno il dovere di saperla promuovere, proteggere e sostenere. Gli strumenti sono quelli che sempre sentiamo necessari ma che raramente vediamo riconosciuti nelle EBM quando queste vengano utilizzate come manuali di istruzioni per l’uso; fattori sottili che fanno la differenza tra una nascita e un feto che esce da un corpo; elementi fragili dell'assistenza, femminili, emotivi e per questo a volte ignorati ridicolizzati, liquidati come inutili coreografie, vengono legittimati da questo testo che dedica i due terzi delle sue 630 pagine, a ribadire come l'arte ostetrica esista ancora e, nonostante sia di più difficile misurazione, sia confermata nella sua efficacia, dalle evidenze. L'inganno della tecnologia come “cintura di sicurezza” dal quale è così facile lasciarsi sedurre, si dissolve e ci riporta ad altri valori: mani che sanno toccare, presenza che integra l’esperienza, responsabilità nel nostro ruolo di custodi; infine scienza che illumina l’agire, ultimo fondamentale tassello al quale spetta a noi dare un volto umano.

Temi quanto mai attuali in questi giorni di paura, proclami e tempestive mosse politiche. La tragedia che ha colpito cinque diverse famiglie è stata immediatamente utilizzata per insinuare che la scienza possa, da sola, salvare le donne. Pochi hanno osservato la difficoltà di comunicazione emersa da alcuni di questi casi, comunicazione per nulla favorita dalle dimensioni della struttura. Comunicare. Una disciplina umanistica che viene individuata come elemento in grado di incidere sulla salute. Ecco il nuovo paradigma: la sicurezza nel parto è prima di tutto conoscenza e continuità in un percorso di promozione della salute, la medicalizzazione da sola non salva nessuno, l’automatismo della clinica con migliaia di parti non è sempre desiderabile e protettivo. I numeri letti con la necessaria riflessione dicono questo: le piccole dimensioni di una struttura come la casa maternità con personale capace di riconoscere e proteggere la fisiologia, con una rete adeguata di servizi di supporto per gestire i casi che richiedono osservazione medica, è l’opzione migliore per tutte le donne sane che vivono una gravidanza normale. La vera sfida tutta da giocare è formare ostetriche in grado di sapersi muovere in un tale contesto. Educare alla normalità anche attraverso un libro che si spera di vedere utilizzato presto nei corsi di laurea e nella stesura dei concorsi.

Abbiamo ancora bisogno di ostetriche, di riflessione e filosofia, responsabilità e cura. La scienza non salva senza la nostra presenza di operatori capaci di fidarci della normalità.

Laura Castellarin, ostetrica.

martedì 29 settembre 2015

Flash Mob per la SAM 2015


All'interno delle iniziative per la settimana mondiale dedicata al sostegno dell'allattamento materno Nascere Insieme organizza a Verbania un flash mob per coinvolgere tutti coloro che credono che il latte materno sia il miglior alimento possibile per tutti i bambini e per portare queste tematiche all'attenzione dei cittadini della Provincia. 

Durante l'evento i partecipanti intoneranno una famosa canzone per bambini, dal testo rivisitato in chiave "allattamento e lavoro" - il tema della Settimana Mondiale dell'Allattamento (SAM) di quest'anno - al ritmo dei battiti di mano, di cui segue il tutorial.

Allora...tutti in piazza Ranzoni a Intra SABATO 3 OTTOBRE alle ore 16! (ritrovo alle 15,30 sotto all'imbarcadero vecchio).